Compagnia JADDEH

Chi siamo?

Siamo un collettivo di artist* dalle provenienze più disparate, con radici nel teatro, nel teatro di strada, nella musica, nella danza, nel teatro di figura e nel clown.
 
Jaddeh è la strada che abbiamo percorso finora, quella che ci ha fatt* incontrare e iniziare insieme quest’avventura.
È un luogo aperto a tutt*, dove le persone possono ritrovarsi.
 
Jaddeh, in persiano, significa “la strada”.
 
È un omaggio a Fellini, ma anche il luogo dove riscoprire la bambina dentro di noi.
 
È un percorso in continua evoluzione, quel cammino interiore che attraversiamo per cercare noi stess* e attraversare il mondo.
 
Jaddeh è una parola che ci appartiene perché parla di movimento, di trasformazione, di viaggio.
Da lì veniamo, ed è lì che continuiamo ad andare.

Da dove veniamo?

La nostra storia inizia nel 2008 con la Compagnia dell’Atto Comico, tra le aule dell’Accademia di Belle Arti di Firenze e le piazze che accoglievano i nostri primi spettacoli, tra maschere e costumi fatti a mano e risate condivise con il pubblico.

Negli anni abbiamo cambiato pelle, esplorando nuovi linguaggi, nuove modalità di stare in scena, di essere in relazione.
Anche le persone sono cambiate, come in ogni viaggio vivo: nuovi incontri, nuove energie, nuove visioni ci hanno condotte fin qui.
Così nasce la Compagnia Jaddeh, che continua a creare performance e progetti artistici.

Dove andiamo?

Lavoriamo in teatri, piazze, scuole, carceri e in tutti quei luoghi dove l’arte può incontrare la vita, convenzionali e non, cercando ogni volta un modo nuovo di entrare in relazione con le persone.

Crediamo nella forza della risata.

Far ridere è una missione gioiosa, una piccola rivoluzione gentile:
serve a rompere il ghiaccio, a disinnescare la paura, a liberare lo spirito.
Crediamo che la resistenza si faccia anche attraverso le arti performative, e che la risata sia un mezzo potentissimo per raggiungere le persone, aprire varchi, accendere possibilità.

Serve a risvegliare la bambina dentro di noi, quella che non ha paura di sporcarsi, di fare rumore, di sbagliare con libertà, dipingendo la realtà a colori suoi.
Perché, in fondo, i mondi migliori si costruiscono così: con le mani impiastricciate e il cuore che ride, un gesto poetico alla volta.

Ci muove il desiderio di un’arte che respiri con le persone, che interroghi, che accenda.

Per noi il cammino – Jaddeh – è già parte dell’opera.

Melody Waysieh Behbahani

Nata a Firenze da genitori persiani. Approda al teatro per un intreccio del caso a 16 anni, sostituendo un’amica nello spettacolo Uccellini e uccellacci con Giusi Merli. Da allora il gioco non si è più fermato.

All’Accademia di Belle Arti di Firenze scopre il teatro di strada, prima come scenografa, poi come attrice insieme ai compagni di corso.
La curiosità la porta nel Circo di Moira Orfei: pur contraria allo sfruttamento animale, non resiste al richiamo di un mondo così felliniano. Vive tra roulotte, una nuova città ogni settimana e una comunità precaria ma solidale, fatta in gran parte di persone migranti.

Seguono anni di viaggio tra Polonia, Messico e Guatemala, tra il gelo e il sole, tra incontri e nuovi sorrisi. Lavora ovunque ci sia bisogno, portando il teatro e la leggerezza come dono, entrando nelle comunità, condividendo esperienze, ascolto e gioia. Durante un Temazcal in Messico, lo sciamano chiede a ciascuno qual è il proprio sogno. La risposta, per lei, arriva chiara: far ridere. Col tempo quella risata si carica di nuovi significati, diventando un modo per connettere, resistere, guarire.

Canta da sempre, la musica, trasmessa dal padre musicista, è parte della sua vita. Da anni fa parte del coro Ribelli in Cor, dove la voce diventa spazio di libertà, energia che unisce e accende.

Tornata in Italia, entra a far parte della Compagnia dell’Atto Comico e consegue i patentini di accompagnatrice e guida turistica certificata, intrecciando arte, racconto e viaggio.  
 
Da anni collabora con il festival di circo contemporaneo Cirk Fantastik e con InStabile Culture in Movimento, luoghi di incontro e sperimentazione che considera casa. 
Dopo un lungo percorso di lavoro condiviso con le sue compagne e compagni di avventura, nasce la Compagnia Jaddeh: un tappeto volante che la porta a creare, usando le arti come mezzo per raccontare e ascoltare, per ridere, riflettere, resistere. 

Margherita Citran

Padovana di nascita (1986), ma toscana d’adozione, Margherita Citran, si laurea nel 2010 in “Scenografia” e nel 2013 in “Progettazione Plastica per Scenografia Teatrale” all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Partecipa a progetti che fanno dialogare cinema, teatro e illustrazione.

Per il grande schermo ha collaborato come assistente scenografa nei lungometraggi di Andrea Segre Io sono lì e La prima neve, come assistente arredatrice e scenografa a La sedia della felicità, per la regia di Carlo Mazzacurati.
Nel campo pubblicitario ha collaborato con case di produzione di Toy advertising come DNArt studio e Diaframma. Prima come toy technician e infine come scenografa.

In teatro, oltre ad aver tenuto laboratori per ragazzi, si è cimentata nei panni di attrice, cantante e “mascherera” nei vari spettacoli della Compagnia dell’Atto Comico, gruppo di teatro di strada, che ha preso parte ai vari festival medievali e non. Per gli spettacoli della Compagnia ha realizzato maschere teatrali, approfondendo la tecnica e utilizzando vari materiali come carta pesta, cuoio e juta.
Realizza scenografie e maschere anche per altre compagnie, come Opus Ballet e compagnia Dendi_Scalzi_Nardin.

Infine, dal 2021 è entrata a fare parte del mondo della lirica come attrezzista, di palco e laboratorio, lavorando per il Teatro del Maggio musicale Fiorentino e la Fondazione Festival Pucciniano.

Laura Secci

Laura Secci è performer, danzatrice e docente di Danza Espressiva di matrice africana a Firenze.

Inizia la formazione nel 2008 nella sua città, non più giovanissima per gli standard della danza, ma recupera presto il tempo perduto studiando nel corso “Danza e Teatro delle Origini” di Araceli Barcenas e ampliando il linguaggio con danza classica e contemporanea al Centro Danza e Movimento di Lilia Bertelli. Prosegue poi a Torino con Katina Genero (Mamadance), dove ottiene la formazione “Africae Mundi”, riconosciuta da UNESCO e CID.

Appassionata da sempre di ritmo e movimento, approda a Cuba per approfondire la danza afrocubana con Lazaro e Zulema Pedrosa. Rito, mito e ritmo diventano i pilastri della sua ricerca, uniti al teatro fisico e di strada.

Collabora da due anni con l’associazione culturale Genius Loci Performance, e in precedenza con La Compagnia dell’Atto Comico. Con Jaddeh vuole portare nel mondo bellezza, arte e meravigliose stranezze.

Giacomo Spina

Giacomo Spina scopre il teatro durante gli studi in Scenografia presso l’accademia di Belle Arti di Firenze. È un approccio tecnico, scolastico, che lo porta a scoprire i vari aspetti formali della “macchina teatrale”. A partire dal 2012 frequenta una scuola teatrale, sempre a Firenze. Qui si mette in gioco da un punto di vista interpretativo, scoprendo che nella recitazione può fare vivere i colori e le personalità che si trovano sotto pelle.

Dopo i tre anni di scuola a Firenze, frequenta un biennio di recitazione cinematografica a Roma, un’esperienza che offre ulteriori strumenti per orientarsi all’interno di una disciplina così ampia e mutevole.

La consapevolezza di cosa voglia dire “recitare” accresce grazie soprattutto ai progetti portati avanti con diverse compagnie teatrali, sempre a Firenze. In particolare con la compagnia Atto Comico scopre il mondo del teatro di strada, dove le regole cambiano. Gli spettacoli organizzati nei molteplici festival medievali in Toscana, ma anche in Francia e Spagna, lo spingono ad una ricerca ancora maggiore.

Spontaneità, ritmo, gestualità del corpo, diventano strumenti necessari per creare un rapporto empatico con un pubblico sempre in movimento, che deve essere catturato dal carisma dell’attore.

Dal 2015 al 2018 accetta la proposta di occuparsi di corsi teatrali organizzati nelle scuole elementari della propria città. Un’esperienza arricchente sotto vari punti di vista, che gli permette di sperimentare l’approccio al teatro delle nuove generazioni. Nell’estate 2018 si trasferisce in Francia. Qui partecipa ad alcuni seminari teatrali ed entra in contatto con diverse realtà sperimentali sempre legate al mondo della recitazione o performance teatrale. A Parigi, ripete l’esperienza dell’ insegnamento in alcune scuole elementari della città e di province limitrofe. Dal 2024 risiede a Firenze dove lavora come attrezzista al teatro lirico sinfonico Maggio Musicale Fiorentino e continua a seguire vari progetti con le sue compagnie teatrali.

Alessandra Giuntini

Regista, attrice e insegnante teatrale

Si è formata tra Firenze e San Pietroburgo, passando per teatri, aeroporti e qualche sala prove improvvisata.
Diplomata in Regia e Arti Sceniche all’Accademia Teatrale di San Pietroburgo, Alessandra Giuntini ha costruito negli anni un percorso ricco di esperienze internazionali di alto livello, lavorando e studiando in Italia, Russia, Spagna e Stati Uniti con maestri e compagnie di diverse tradizioni artistiche.

Ama il teatro che si sporca le mani, che ascolta e che trasforma.
Crede che la scena non serva a “mostrare”, ma a ricordarci chi siamo quando smettiamo di recitare.

Conduce laboratori teatrali in contesti tra loro diversissimi: scuole, carceri, festival, spazi abbandonati e cortili che diventano palcoscenici.
Da anni lavora nel carcere minorile di Firenze, dove il teatro diventa un piccolo atto di libertà quotidiana.

Ha ideato e diretto progetti che intrecciano teatro, fotografia, moda e tecnologia, dedicati ai giovani e al loro modo di abitare il mondo – online e offline.

Sulla scena e nella vita, Alessandra crede nei processi più che nei risultati, nei silenzi che raccontano più delle parole, nelle improvvisazioni che sfuggono al controllo.
Ride e piange spesso, in generale è in preda a emozioni forti che diventano il motore della sua creatività.

Ed è, a quanto pare, è una gran rompiscatole, ma sempre con amore. ❤️

Pream Kamya (Gabriella Pettini)

Dopo aver sperimentato varie pratiche orientali, Gabriella Pettini abbraccia la filosofia di libertà del maestro Osho, prende il Sannyas e assume il nome di Pream Kamya.

Entra nella compagnia per sostituire una ragazza che non poteva partecipare a un festival in Catalogna: è lì che nasce l’amore a prima vista per il teatro di strada.

L’esperienza come danzatrice araba espressiva le permette di esibirsi con naturalezza in pubblico, portando in scena coreografie singole e di gruppo con le scuole Arcoballando di Tavarnuzze e Opus Ballet di Firenze.

Ha sperimentato l’improvvisazione teatrale e ha partecipato, con il progetto promosso dal Comune di Sesto Fiorentino, dall’associazione Vivaio per l’intraprendenza e da Anpas, al corso di teatro che ha portato in scena Lisistrata scioglie gli eserciti di Aristofane al Teatro della Limonaia.

Nonostante non sia più una giovincella, frequenta regolarmente una palestra autogestita, dove si allena ai tessuti aerei, un’altra sfida coraggiosa della sua vita. Con il gruppo delle Tessutare ha portato in scena due spettacoli di grande intensità: Vivere il deserto oltre la guerra e Rinascere dalle macerie.

Ha inoltre partecipato alla performance itinerante site-specific Il teatro come ponte tra dentro e fuori il carcere, realizzata nel quartiere 1 di Firenze, e quest’anno inizierà un corso di avviamento all’espressione secondo il metodo mimico di Orazio Costa.

Determinata e piena di energia, Pream Kamya continua a sperimentare, a muoversi e a nutrire la propria vitalità fisica e spirituale con la stessa passione di sempre.

Chiara D'Urso

Chiara è un’esploratrice del mondo ed esperta nel supporto alla crescita personale in vari ambiti della vita.

Ha 33 anni, è innamorata della vita e attualmente in formazione nel campo del counseling bioenergetico. Gli anni impiegati negli studi e nella ricerca accademica in Educazione degli adulti e Pedagogia, hanno contribuito a farle compiere tante esperienze come educatrice e pedagogista, con persone bambine e adulte, attraverso le quali ha potuto applicare la conoscenza dei processi di form-azione e apprendimento di noi esseri umani.

Per dieci anni Chiara ha unito tale attitudine alla passione per i viaggi, vivendo e facendo esperienze edu-formative in culture di terre europee e asiatiche.

Fin da bambina ha colorato il suo modo di vivere con lo studio e la pratica delle arti performative: musica, danza e teatro. Oggi le utilizza non solo come linfa vitale per r-innovarsi costantemente, ma anche come approccio (tras)formativo per facilitare i lavori che svolge con le persone.

Attraverso l’incontro con la Compagnia Jaddeh e l’esperienza del teatro di strada, ha trovato un terreno fertile per conoscersi meglio, condividere, creare e vivere momenti di autentico scambio culturale e artistico con il gruppo.

GIacomo Leopardi

No, lui in realtà non c’entra nulla.

Però gli vogliamo bene.
ROAR